Indagini per aziende in Basilicata · Concorrenza
Concorrenza sleale in Basilicata: documentare chi sottrae clienti e reputazione
In un mercato regionale dove le imprese si conoscono tutte, un concorrente scorretto si nota presto. Dimostrarlo richiede invece metodo.
L’articolo 2598 del codice civile vieta di confondere i propri prodotti con quelli altrui, di screditare l’impresa rivale e, più in generale, di servirsi di mezzi contrari ai principi della correttezza professionale. In Basilicata i casi più frequenti riguardano ex dipendenti o agenti che avviano un’attività concorrente portando con sé clienti e listini, imitazioni di confezioni e denominazioni di prodotti tipici, false voci fatte circolare tra clienti e fornitori. Agfox Investigazioni raccoglie gli elementi di fatto necessari al legale con acquisti di prova, sopralluoghi, osservazioni e ricerche su fonti aperte. Esperienza nel settore aziendale: oltre 15 anni.

Quali prove servono per agire contro un concorrente scorretto?
Servono fatti documentati che collegano il concorrente alla condotta: prodotti imitati acquistati e conservati, contatti con la clientela sottratta, uso di listini o informazioni riservate, dichiarazioni denigratorie rivolte a terzi. In Basilicata raccogliamo questi elementi con metodi leciti e li ordiniamo in una relazione investigativa che il legale utilizza per una diffida, un ricorso cautelare o una causa di merito.
Quali comportamenti di un concorrente meritano un’indagine?
Non ogni concorrenza aggressiva è illecita. Alcune condotte, però, superano il limite della correttezza.
Un concorrente sta usando mezzi scorretti contro la tua impresa?
Parliamone con il tuo legale: valutiamo quali prove servono e come raccoglierle senza esporre l’azienda.
Fino a che punto può spingersi l’indagine?
Le prove devono essere raccolte in modo lecito, altrimenti rischiano di non essere utilizzabili.
Cosa facciamo
- Effettuare acquisti di prova di prodotti e servizi
- Documentare punti vendita, cantieri e attività del concorrente
- Verificare contatti tra ex collaboratori e clienti
- Ricercare informazioni su fonti aperte e registri pubblici
- Raccogliere testimonianze spontanee di clienti e fornitori
Cosa non facciamo
- Introdursi nei locali del concorrente con inganno
- Accedere a computer, posta o archivi altrui
- Registrare conversazioni a cui non si partecipa
- Offrire denaro per ottenere informazioni riservate
- Mettere in giro informazioni sull’impresa rivale
Con quale metodo procediamo?
L’indagine si costruisce intorno alla domanda giudiziale che il legale intende proporre.
Quali elementi mettiamo a disposizione del legale?
Una relazione investigativa con gli accertamenti svolti, le fonti consultate, i prodotti acquistati con scontrini e fotografie, le osservazioni datate. Quando serve, conserviamo i campioni in modo che siano esibibili in giudizio. Il materiale è ordinato in funzione della diffida, del ricorso d’urgenza o del giudizio ordinario che il legale intende avviare.
Nella relazione investigativa
- Accertamenti e fonti consultate
- Prodotti acquistati con prova d’acquisto
- Immagini e osservazioni con data e ora
- Ricostruzione dei rapporti tra le persone coinvolte
- Investigatore disponibile come testimone
Da quali fattori dipende il preventivo e dove operiamo?
Il costo dipende dal numero di attività necessarie: acquisti di prova, giornate di osservazione, ricerche documentali. Viene fissato per iscritto dopo un confronto a tre con l’avvocato dell’impresa. Seguiamo imprese di tutta la Basilicata, dall’agroalimentare del Metapontino e della collina materana alla manifattura del Vulture-Melfese e della Val Basento, e verifichiamo anche concorrenti con attività in altre regioni.
Come calcoliamo il preventivo
- Stessa tariffa in ogni comune della regione e nel resto d’Italia, anche per ogni comune della Basilicata
- Servizio minimo di 4 ore, con almeno due operatori
- Prezzi al netto di IVA ed eventuali spese
- Preventivo dettagliato prima di iniziare


Agenzia investigativa autorizzata (licenza TULPS n. 44065/16C), membri associati di Federpol e A.I.C.I.S., con qualifica professionale A.I.C.I.S. ai sensi della Legge 4/2013.
Concorrenza sleale: domande delle imprese lucane
Chi lascia l'azienda può mettersi in proprio nello stesso settore?
La libertà di iniziativa economica lo consente, fatti salvi eventuali vincoli contrattuali sottoscritti. Il confine viene superato se l’ex collaboratore sfrutta listini o dati interni, attira la clientela con artifici o si presenta in modo da farsi scambiare per la vecchia azienda.
Quale tribunale decide sulla concorrenza sleale?
Le cause di concorrenza sleale legate alla proprietà industriale sono di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa; per i casi lucani la scelta del giudice va valutata dal legale. Le prove raccolte restano utilizzabili qualunque sia il giudice adito.
Gli acquisti di prova sono leciti?
Sì. Un operatore che acquista come un normale cliente e conserva il prodotto con la prova d’acquisto raccoglie un elemento utilizzabile.
In quanto tempo si ottengono le prove?
Dipende dalla condotta: un’imitazione si documenta in pochi giorni, uno storno di clientela richiede osservazioni distribuite nel tempo.
Possiamo agire in via d'urgenza?
Se le prove mostrano un danno imminente, il legale può chiedere un provvedimento cautelare. Per questo organizziamo le attività in tempi stretti quando serve.
Dove operiamo
Seguiamo incarichi di concorrenza sleale in tutta la Basilicata, nelle province di Potenza e di Matera: dal capoluogo e dal Vulture alla Val d’Agri, dal materano al Metapontino e, quando il caso lo richiede, anche fuori regione.
Parliamo del tuo caso, gratis e in riservatezza
La prima valutazione del caso, anche insieme al tuo legale, è gratuita e riservata.